mercoledì 12 marzo 2014

Così come tu vuoi

Così come tu  vuoi

E’ cosi che tu mi vuoi
testa china
voce bassa
Con la schiena curva

Di schiena

Curva

È così che tu mi vuoi
collo spezzato
un filo di voce

 gesti antichi
L’ago in mano

spazio
Che io non so’ dare

È così che tu mi vuoi
Leggera
Filiforme

Così bella
Con le labbra gonfie
Con le braccia aperte
Con i gesti rapidi
Senza domande

Solo con risposte
I dove i come

Senza interrogativi
eterno presente

È così che tu mi vuoi ora e sempre
Senza rivolte

Con il sorriso
Con il silenzio su misura

Senza di noi

Come tu mi vuoi
È li dove io muoio.


 Parigi, febbraio 2013

mercoledì 5 marzo 2014

L'amore muore

L’amore muore

Mai tanto sola la sera di S. Giovanni.
Mai tanta voglia di rimanere tale:
Non ho ricorso alla voce al telefono.
Questo mi dico per la prima volta,
l’amore muore.

L’amour meurt

Jamais aussi seule le soir de S. Juan
Et si envie de le rester

Demeurer
telle que je suis

Jamais je ferai appel à la voix du téléphone

Je me le dit 
pour la première fois,

l’amour meurt,
mon amour se meurt.


martedì 4 marzo 2014

Perdere continuamente la propria stella

Perdere continuamente la propria stella
Senza/radici
Duro il petto
È così inconsistente, impalpabile il presente
Perdere continuamente la propria stella
Dov’era

Sono solo la ragazzina,
sono solo una quindicenne
madre di mia madre

lontana

persa la stella

la ritrovo in una sera

senza radici

posata diventata già un ricordo di domani.
Me lo porto dietro
Il ricordo scomodo
Le scarpe bagnate,
la stanchezza
il tempo
il silenzio
me la porto dietro
come un compagno fedele

e l’interrogo.

Parigi, 6 gennaio 2014

domenica 2 marzo 2014

Cicatrice

Cicatrice. La lunga striscia di terra
guarisce l'orizzonte,
una linea fra il cielo e la terra.
Si ripetono paesaggi ingiusti
puntellato, oltre la terra
infine, l'ultimo faro.
Butta giù lo sguardo,
sono abbagli resi al giorno dal sonno.
Eccolo, l'ultimo faro,
il lampione posato sul marciapiede del mare.
Al fondo della penna e del suo inchiostro
ho mosso le mie dita
aprendo il mio sguardo.
Se solo guingesse un saluto dalle stelle del mattino.



Policoro

9.1.2002

martedì 25 febbraio 2014

Viso

Sul viso di una donna
Che non è la mia donna,
ci sono i segni del giorno e del suo dolore.
Il suo dolore lo porta in silenzio
E questa donna che non è la mia donna
Lavora.
Io la guardo e non posso che guardarla
E sentire che vive un abbandono e
Anch’io abbandonata alla sera
Mi chiedo e le chiedo un po’ della sua forza
Quella che ha quando lei è stanca
Di cui nutrirmi quando io cerco.

E’ tardi. Va via. Verso la sua sera.

lunedì 24 febbraio 2014

Poesia: Anniversaire

Anniversaire

 L’amore resiste e resta in piedi
Di fronte al tempo.
Vive da sempre
Nell’umanità sconvolgendola
In un passo a due eterno
E diverso.


L’amore ha il colore mescolato
Delle mani
Che non vogliono cancellare i nomi
Degli amanti scritti
Sulla sabbia.

L’amore aspetta e sopravvive
Sorpassando il vuoto delle nostre stanze
E la noia dei nostri giorni,
restituendo un senso alle linee perdute.

L’amore è umano,
l’amore è uno.


(27 gennaio 2008)

domenica 16 febbraio 2014

Poesia: Non gettare la luna / Ne jetez pas la lune

Non gettare la luna

Anche se è notte non cestinate                             
la luna apparsa nel cielo.
Avevamo deciso di essere fratello e sorella
Distillati nei raggi della luna,
nella pace di uno sguardo
ma inquieto ti muovi
come la scarpa scivolata
sulla corda di un saltimbanco.
Anche se è notte non dimenticare la tenda costruita nel giardino.
Abbiamo guardato insieme gli steli perfetti
Di tre margherite cresciute nel campo,
cresciute nella terra,
nella primavera di un anno a parte.
Anche se è notte non amare stanotte
Avremo una fiaba da raccontare
E se tranquillo scampi agli sguardi Irene
Tornerà a sorriderti.

Ne jetez pas la lune

Même s’il faut noir ne jetez pas
Le lune apparue dans le ciel.
On avait decidé d’être frère et soeur, toi et moi.
Sortie des rayons de la lune
Dans l’apaisement d’un regard
Mais tu est inquiet et  tu est perdu
Comme la chaussure qui glisse
Sur la corde d’un funambule.
Même s’il fait noir n’oublie pas la tente construite dans le jardin.
Nous avons regardé ensemble trois marguerites au gambes parfaites,
elles ont poussé dans le champs,
soulevée par la terre ,
pendent le printemps d’une année à part.
Nous aurions pour toujours un conte à raconter
Et si tranquille tu fuit les regards
Irene, le bonheur se tournera  vers to en te souriant.

Torino -Turin 21/5/2006