giovedì 13 luglio 2017

L'atelier - racconto bonsai (laboratorio di scrittura The School of Narrative Dance)


Nell’atelier del pittore, a Torino, ci sono tante tele.

 Dipinge soprattutto il mare. Lo dipinge, certo, ma senza onde. Lo dipinge con le parole. Invece della schiuma, dell’acqua, scrive senza sosta “mare – mare -mare -mare -mare” in un corsivo semplice, elementare, sistemandole in mille righe. Se ne impossessa con un blu chiaro,  molto chiaro. E non c’è sabbia quando dipinge il suo mare, solo una distesa di parole, chi lo sa, forse è il Mediterraneo?

 Buttata a mare, fra le parole-onde, una ragazzina gesticola:

- Presto! -  sembra voglia dire: - Venitemi a salvare!-

Su un altro quadro, invece incorniciato,  una folla di bagnanti, su una spiaggia dorata (ma sempre mal disegnata) sembra stia correndo: la mischia vorrebbe uscire dal quadro e gettarsi in mare. Correre verso di lei, rompendo la cornice, eseguendo lunghe bracciate. Chiudo gli occhi: i bagnanti in fila indiana, senza tergiversare, vanno verso la ragazzina. La terra è sempre più lontana. Uno di loro è più rapido, la raggiunge, l’abbraccia. Con un braccio poderoso la sostiene, con l’altro torna  a riva. La bimba è salva.

Il caso ha ben piazzato le tue tele, una accanto all’altra, nel bazar dell’atelier del pittore ignaro. La stanza nel suo disordine ora è illuminata da un raggio di sole dell’estate appena cominciata.

Nessun commento:

Posta un commento